In C’è posta per te, Tom Hanks diceva che l’autunno gli faceva venire voglia di “un bouquet di matite ben temperate”. Chissà se anche gli studenti di oggi, tra computer portatili, tablet e LIM, saprebbero apprezzare qualcosa di materico e quasi vintage come i pastelli di legno.

Tutto considerato, è molto probabile che i ragazzi della Generazione Z, alle prese con tecnologie futuristiche già tra i banchi di scuola, saprebbero creare un mazzo di matite senza battere ciglio semplicemente programmando a dovere una stampante 3D.

“Un bouquet di matite ben temperate”

Quella dei makers e dei FabLab, infatti, non è solo una moda: sono già più di 60 i FabLab ufficiali presenti in Italia, e l’artigianato digitale sta entrando anche nei percorsi scolastici.

Design, grafica ed elettronica sono alla base dei corsi per diventare programmatori di stampanti 3D già attivi sul territorio nazionale (apripista è stato lo IAL di Pordenone), e sui quali gli imprenditori stanno già puntando l’attenzione per attingere risorse giovani che sappiano coniugare la tradizione manifatturiera italiana con la padronanza delle nuove tecnologie.

Che le tecnologie applicate siano il trampolino di lancio verso il mondo del lavoro lo sanno probabilmente bene gli Istituti tecnici, scelti per l’anno scolastico 2019/2020 dal 31% degli studenti italiani. Le aree coperte dagli ITS sono tante e davvero all’avanguardia: informatica e comunicazione, biotecnologie, tecnologie innovative per il Made in Italy, per il turismo e per i beni culturali, fino ad arrivare a temi di primo piano, come l’efficienza energetica e la mobilità sostenibile.

Credits: WeMake Milano

Infine, per segnare un punto a favore del nostro territorio, non possiamo non ricordare la realtà futuristica della H-International School di H-Farm, in cui i ragazzi dai 3 ai 16 anni crescono destreggiandosi fra i temi della tecnologia, del digitale e dell’imprenditorialità, facendo di “innovazione” e “creatività” le proprie parole d’ordine fin da bambini.

Rimane però un dato sorprendente: il 55% dei giovani italiani continua a preferire i licei agli altri istituti superiori. Un po’ come ammettere che il fascino vintage dei pastelli ben temperati non passerà mai di moda.

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