Il 20 giugno scorso, a San Francisco, è stato annunciato il lancio di IGTV, la nuova
applicazione video di Instagram.
Kevin Systrom, amministratore delegato e cofondatore della famosa piattaforma social per la condivisione di immagini, ha spiegato
la scelta di puntare al nuovo formato fornendo qualche semplice dato:
• all’interno dell’applicazione, la crescita di fruizione di video è del 60% all’anno;
• gli adolescenti guardano il 40 % in meno di tv rispetto a 5 anni fa.

L’idea di sviluppare un canale esclusivamente video risponde quindi all’attuale tendenza del mercato, ma rimane fedele alla mission
di Instagram: la creazione e condivisione di contenuti visuali.
IGTV è un’applicazione a sé stante, che mantiene una sezione nella app principale (vi siete già accorti dell’iconcina a forma di tv in alto a destra nella schermata della home?).
Una volta effettuato l’accesso a IGTV, i video partono automaticamente, proprio come in una normale televisione, e occupano l’intero
schermo dello smartphone.
Possono essere visualizzati i video dei contatti seguiti su Instagram, o quelli più popolari suggeriti dalla app.
La grande novità consiste nella durata dei video, che possono raggiungere i 60 minuti di registrazione, e che vanno caricati sempre rigorosamente in verticale.

Una rivoluzione niente male, che sicuramente consentirà in futuro di monetizzare i contenuti pubblicati e, stando alle stesse previsioni di Instagram, degli strumenti utili in tal senso saranno offerti dalla piattaforma.

Allo stesso modo, le inserzioni pubblicitarie – che ancora non sono presenti in IGTV – potrebbero essere introdotte a breve.

Che il futuro della comunicazione social siano i video è un fatto innegabile. Secondo i dati di Cisco, “entro il 2019, il video su IP rappresenterà l’80% del traffico IP globale”.

Inoltre, i trend del video per il 2018 indicano che più del 50% dei consumatori si aspetta di vedere sempre più contenuti video in futuro e che, relativamente al settore marketing, proprio i video sono i contenuti preferiti tra quelli condivisi dai brand (dati forniti da un sondaggio condotto nel 2017 da HubSpot su un campione di 3mila utenti). E tenendo conto che l’85% dei video viene visualizzato senza suono, ricorrere alla trascrizione testuale dei contenuti è un altro must che le aziende devono prendere in considerazione.

I contenuti evolvono, e anche le richieste dei clienti. Una tendenza che non si può ignorare, e che le aziende sono ancora in tempo a inserire nelle proprie strategie di comunicazione!

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