«Ma come, non hai ancora una pagina Facebook? E neanche il profilo su Twitter? No vabbè, ma come fai a farti conoscere se non sei su Instagram?»
Qualunque PMI non ancora presente sui social network si è sentita rivolgere queste domande. Una, cento, mille volte. E alla fine, cedendo alla pressione dell’onda social, qualunque PMI ha aperto i propri profili “per farsi conoscere”. Ha pubblicato post su Facebook per Natale, Capodanno e Pasqua, ha studiato micro frasi accattivanti per Twitter e ha scattato foto improbabili per catturare l’attenzione su Instagram.

Ma i nuovi clienti, le nuove opportunità, i nuovi mercati non sono arrivati. Cos’è andato storto?

PMI: la comunicazione sul web...che non c'è

È quello che gli esperti del settore si stanno chiedendo già da un decennio.
Perché la comunicazione web per le PMI non (sempre) funziona?

Partiamo da un presupposto: occuparsi di comunicazione e marketing sul web non è una cosa semplice.
E questa constatazione, già da sola, spiega perché una buona fetta del web marketing “casalingo” non porta risultati. Sviluppare una strategia di marketing digitale efficace richiede tempo e conoscenze, le quali a loro volta richiedono dell’altro tempo per essere apprese. Non basta “aprire una pagina su Facebook” e rendersi reperibili, ma serve capire i meccanismi che stanno dietro a un sacco di parole esotiche: SEO, ranking, target, tag, inbound, ads…

La buona notizia è che ci sono degli esperti che tutti questi termini li padroneggiano quotidianamente già da tempo e conoscono approfonditamente le materie che li riguardano.
Quindi, perché non appoggiarsi a loro?

Da vent’anni a questa parte sembra che la questione alla base sia rimasta invariata. Tendenzialmente, le PMI temono che il “gioco” del marketing non valga la candela, e che un investimento in tal senso sarebbe tempo – o meglio, denaro – perso. La mentalità delle piccole/medie imprese spesso è ancora improntata più al concetto di “vendita” anziché a quello di marketing. Ma la vendita riesce a massimizzare i ricavi nel breve periodo, non nel lungo. Nel frattempo, il marketing aziendale viene curato da non esperti con una buona dose di improvvisazione, e così difficilmente porterà risultati validi.

Quello che serve, dunque, è una conoscenza approfondita degli strumenti che esistono per comunicare adeguatamente la propria realtà imprenditoriale, ma anche, e soprattutto, una strategia lungimirante che porti avanti il tutto con coerenza. Domanda: ne vale la pena?

Per rispondere, ci vengono in aiuto i numeri pubblicati dalla Digital 2019, l’indagine condotta da We Are Social in collaborazione con Hootsuite.
Stando agli ultimi dati, gli utenti attivi sui social nel mondo hanno raggiunto, nel 2019, quota 3 miliardi. In Italia si parla di 35 milioni di persone che accedono ai social ogni giorno, soprattutto da mobile. In media, gli italiani passano quasi due ore al giorno connessi ai social media e hanno ciascuno un profilo su almeno 7 diverse piattaforme social (Facebook è utilizzato dall’81% degli utenti, Instagram dal 55%). Per quanto riguarda gli acquisti, il 75% degli utenti dichiara di aver comprato un prodotto o un servizio online, e in generale il 93% ha visitato almeno una volta uno store virtuale. Numeri significativi, facilmente raggiungibili se solo… la comunicazione fosse impostata a dovere.

Insomma, i dati per comprendere in che direzione si muove il mercato, gli strumenti per monitorare i clienti e le strategie per offrire loro il meglio del customer care esistono. Ed è molto probabile che, se anche non li state usando voi, i vostri competitor invece sì!

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